Auguri di Buon Natale da Detto Fatto!

Cherubino Cornienti (1816-1860), I profughi di Parga, ca. 1843, olio su tela, Pavia, Musei Civici di Pavia.

Un caro saluto a tutti.

Quest’anno vivremo, purtroppo, un Santo Natale diverso: a causa del perdurare della Pandemia, molti affronteranno le festività lontano dagli affetti più cari e dai tradizionali cenoni in famiglia. Per questo motivo vogliamo mandare un augurio per un Natale differente. Vogliamo condividere con voi una riflessione a partire da un dipinto e da alcune citazioni dell’Enciclica “Fratelli Tutti” di Papa Francesco.

L’opera che vi proponiamo è di Cherubino Cornienti, innovativo pittore pavese dell’Ottocento. La tela, di grande attualità se letta con gli occhi dei nostri giorni, narra un episodio storico del primo ventennio dell’Ottocento: l’esodo degli abitanti di Parga. La città greca, all’epoca sotto il protettorato britannico, venne ceduta per scopi politici dagli inglesi ad Alì, Pascià di Giannina. Ne conseguì la fuga della popolazione greca che si rifugiò a Corfù per sfuggire alla dominazione ottomana. L’evento ebbe grande risonanza nella produzione artistica e letteraria del Romanticismo. Lo stesso Francesco Hayez vi dedicò un grande dipinto, oggi esposto alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia. 

Cherubino Cornienti sceglie di dare vita ad una rappresentazione intima e sentimentale del tema. Al centro della scena una solitaria barca con alcune persone in fuga: una donna stringe a sé due bambini e due barcaioli vogano allontanandosi dalla riva. Sullo sfondo si intravede, lontana, la città di Parga appena abbandonata. La scena è resa particolarmente vivace grazie all’utilizzo un disegno rapido, di una stesura vibrante e veloce del colore e di un’attenzione particolare per gli effetti della luce.

Ci sembra di poter vedere in quest’opera una Natività dei nostri tempi; abbiamo pensato all’esodo e alla tragedia di chi ancora oggi è costretto ad abbandonare la propria casa per la possibilità di un futuro. Abbiamo pensato al Natale degli ultimi, di tutti gli “uomini caduti” che Papa Francesco ci esorta a “caricarci sulle spalle”.

Ci sembra giusto, per vivere un Natale diverso e più autentico, riflettere sulle sue parole e sulla necessità di cambiamento a favore di “u na comunità” di “uomini e donne che fanno propria la fragilità degli altri, che non lasciano edificare una società di esclusione, ma si fanno prossimi”. 

Condividiamo questa sfida e speriamo con il nostro impegno e il nostro lavoro quotidiano di poter contribuire, anche se in minima parte e con piccolissimi passi, alla realizzazione di questo cambiamento perché “il bene sia comune” e perché ognuno di noi possa riconoscere l’uomo caduto, il prossimo, in sé stesso.

Grazie a tutti e buon Natale.

Citazioni da: Papa Francesco, Lettera Enciclica Fratelli Tutti, Assisi, 3 ottobre 2020, n. 67-70.

http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/F0060-00035/